Ľ ANFFAS CREMA COMPIE 50 ANNI: DALLA FONDATRICE ALBA MARCHESI AI FRUTTI DELL’INCREDIBILE LAVORO CHE HA TRASFORMATO SOGNI IN REALTÁ AIUTANDO MIGLIAIA DI FAMIGLIE E PERSONE CON DISABILITÁ

28 Settembre 2021 Di Renato Crotti

Era il 1971. Poche persone, ma coraggiose, guidate da Alba Marchesi Toscani e suo marito, si sedevano attorno a un tavolo e provavano a immaginare un futuro diverso per i propri figli con disabilità intellettiva rispetto a ciò che la cultura dell’epoca prospettava loro. Da quel primo pensiero, progressista e illuminato, è nato il germe di un’intuizione che si è rivelata profetica: le famiglie possono mettersi insieme per sostenersi vicendevolmente e per creare assieme risposte più efficaci per i propri figli. E anche per coloro che verranno. Se oggi possiamo essere orgogliosi di quanto è stato fatto è perché queste persone non hanno ceduto di fronte allo scetticismo generale, di fronte alle difficoltà finanziarie, davanti alle sconfitte e alle pause del cammino. A loro e in particolar modo ad Alba deve andare la nostra profonda gratitudine”.

Con queste parole Daniela Martinenghi, attuale presidente dell’Anffas Onlus Crema il 23 giugno 2018 ha ricordato la scomparsa di Alba Marchesi, fondatrice a Crema dell’Anfass di cui è stata per 25 anni la presidente.  

Quest’anno l’Anfffas Crema compie cinquant’anni. Un traguardo ed un compleanno che non può e non deve passare sottotraccia. Una prima occasione per festeggiare l’anniversario sarà “PolentAnffas”, la tradizionale manifestazione che si svolge ad ottobre a Crema. A giorni sarà reso noto il programma.

In quegli anni”, proseguiva Anna Martinenghi durante la commemorazione di Alba Marchesi, “per i disabili e le loro famiglie non c’era nulla e la società era fortemente connotata da pregiudizi verso di loro. Ѐ stato grazie a quel gruppo di persone che è iniziato un lungo percorso, che ancora oggi continua, con impegno e determinazione su tutti i fronti, per tutelare i diritti delle persone con disabilità e le loro famiglie”.

Ben presto la realtà cremasca divenne il punto di riferimento non solo a Crema ma per tutto il Cremasco e, spesso, anche per i territori limitrofi, offrendo ai familiari di persone con disabilità un supporto concreto, costruendo insieme soluzioni innovative dinnanzi alle problematiche più disparate e complesse. La presenza di un figlio con disabilità comporta, infatti, uno straordinario adattamento dell’organizzazione interna del nucleo familiare e richiede di approcciarsi a realtà e problematiche nuove e sconosciute.

La sede cremasca di Anffas in viale Santa Maria a Crema è un luogo accogliente dove persone con disabilità e normodotate si ascoltano, si confrontano e, a partire dai bisogni, dalle peculiarità e dalle abilità di ciascuno, costruiscono la migliore soluzione per affrontare la vita.

Dalla costituzione nel 1971, la crescita fu costante, frutto di intenso, generoso, faticoso lavoro di volontari, famiglie, con la tenace ricerca delle risorse economiche necessarie. Senza mollare. Nel 1975, per accompagnare la persona con disabilità, venne costituito il primo centro diurno, inizialmente gestito da volontari, che ospitava le donne presso l’istituto “Suore Buon Pastore” e gli uomini presso l’ex scuola di batteriologia in via Kennedy. Negli anni successivi, il progressivo incremento delle richieste, ha imposto l’assunzione di un maggior numero di operatori e l’elaborazione di interventi educativi specifici e diversificati, capaci di rispondere alle esigenze di tutti.

Dal 1997, sotto la guida della nuova presidente Daniela Martinenghi, sono state, quindi, riprogettate tutte le attività finalizzate all’incremento e al consolidamento dell’autonomia personale. Il Centro Diurno è così divenuto “Servizio di Formazione all’Autonomia” sito in Viale Santa Maria.

Divenuta nel 2003 un’associazione riconosciuta, Anffas Crema si è resa promotrice di importanti progetti di inclusione sociale. Tra questi il centro servizi “Tutto Dipende”, collocato in Viale Santa Maria che ospita dieci persone con disabilità prive del sostegno familiare all’interno di una villa messa a disposizione del Comune di Crema con annesso laboratorio creativo, e la piscina idroterapica Kered’Onda, aperta al territorio.

L’obiettivo perseguito dalla presidente Martinenghi e dal nuovo consiglio direttivo è stato, infatti, quello di generare una proposta educativa innovativa, che tenesse conto dei fondamenti del passato e si adeguasse all’evoluzione dei tempi, consentendo alle persone con disabilità di essere pienamente inserite nell’attuale contesto sociale.

Simbolo di questo rinnovamento è stato l’avvio del “Tubero”, avvenuto nel 2006, a beneficio di persone con disabilità in età evolutiva. Sorto come “Servizio Pedagogico per l’Apprendimento e la Comunicazione”, rivolto a bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni, “Il Tubero” si è poi accreditato come Polo di Neuropsichiatria Infantile con specificità sui disturbi dello spettro autistico.

L’ultima sfida accolta da Anffas Crema si chiama “Io abito”, ovvero un avvincente progetto di co- housing recentemente avviato, che ha richiesto uno sforzo progettuale e realizzativo notevole. Dopo aver acquistato l’immobile, anche grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, l’associazione è pronta a consegnare le chiavi di casa a cinque persone con disabilità per consentire loro di costruire il loro progetto di vita indipendente.

“Io abito” intende fornire una risposta concreta alla delicata questione del “Dopo di noi”, considerando i bisogni, valorizzando le abilità delle persone e proponendo percorsi di vita autonoma adeguatamente strutturati.

Proprio in occasione dei cinquant’anni di attività commenta Daniela Martinenghi “ricordo e ringrazio ancora Alba per per avermi accompagnato, con mano ferma ma sempre con grande dolcezza, al difficile compito di succederle dopo venticinque anni di presidenza. Ci è sempre stata vicina, finché la salute glielo ha permesso, ha saputo incoraggiarci, rassicurandomi che le fatiche di conciliare famiglia, lavoro e servizio volontario in Associazione verranno ampiamente ricompensate dalla soddisfazione di vedere che le famiglie si sentono meno sole e che la disabilità può rendere più forti, se i problemi vengono condivisi”.

Come affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanitàla disabilità non è una malattia, ma la risultante di una condizione di salute in un ambiente sfavorevole”. A Crema sono riusciti ad avviare in modo deciso, concreto e lungimirante il cambiamento dell’ambiente, rendendolo meno sfavorevole. Molto meno. Tanti auguri Anffas Crema. E grazie di cuore.