LA “POMPEI DEL NORD” IN PROVINCIA DI CREMONA LUNGO LA VIA POSTUMIA: DALLA STATUA DELLA “VITTORIA ALATA” (RITROVATA E SCOMPARSA) AL TESORO DI MONETE, DALLA DOMUS DEL LABIRINTO A QUELLA DEL KANTHAROS

28 Settembre 2021 Di Renato Crotti

Ѐ stata ribattezzata la piccola “Pompei del nord”. Qui è stato trovato un tesoro di 140 preziose monete antiche e la famosissima statua della “Vittoria Alata”, poi misteriosamente scomparsa al termine della Seconda Guerra Mondiale. Nell’antichità era un centro di rilevante importanza lungo la via Postumia. Ѐ “Bedriacum”, ossia Calvatone, in provincia di Cremona. Un sito archeologico unico in Italia.

La fondazione del “vicus” di Bedriacum è strettamente connessa alla costruzione della via Postumia, disposta nel 148 a.C. dal console Spurio Postumio Albino: la grande strada consolare collegava Genova ad Aquileia, mettendo in contatto l’Occidente tirrenico con l’Oriente adriatico attraverso la Pianura Padana, crocevia degli scambi fra Italia centrale e mondo transalpino.

Il piano di colonizzazione per Cremona e il suo territorio mirava a portare sulla linea del Po dodicimila famiglie: fu indispensabile attuare perciò una vasta opera di bonifica per trasformare una regione in precarie condizioni ambientali (coperta da foreste e acquitrini) nell’ager cremonensis. Bedriacum assunse così rilevante importanza grazie alla sua funzione di nodo sia stradale, per la sua posizione sulla via Postumia (chiamata in questo tratto Bedriacensis), sia fluviale, trovandosi su un terrazzo fluviale che si affacciava sulla valle dell’Oglio (uno dei principali affluenti del Po) che ne fece infatti un centro di smistamento commerciale strategicamente importante.

Bedriacum, inoltre, fu teatro di ben due importanti guerre romane, che si riveleranno determinanti per l’assetto politico dell’intero Impero, entrambe nell’anno 69. La prima fu combattuta il 14 aprile 69 tra l’esercito di Otone e quello di Vitellio, due pretendenti al trono dell’Impero Romano dopo la morte di Nerone e Galba, nel cosiddetto anno dei quattro imperatori. Otone venne sconfitto. Venuto a conoscenza dell’esito della battaglia decise di togliersi la vita.

La seconda battaglia di Bedriaco fu combattuta il 24 ottobre 69 tra le forze di due pretendenti al trono: Vitellio e Vespasiano. La sconfitta di Vitellio permise a Vespasiano di diventare imperatore, iniziando la dinastia dei Flavi.

In definitiva la vittoria a Bedriaco, dove sei mesi prima era stata decretata l’ascesa al trono di Vitellio, permise a Vespasiano di divenire imperatore.

Agli inizi del 1800, sotto l’impulso di studiosi locali, si effettuarono le prime indagini archeologiche. Vennero alla luce reperti significativi, tra cui monete, bronzetti, vetri, ceramiche, frammenti di statue di marmo e di bronzo, presto dispersi tra collezioni museali e private.

Nel febbraio del 1836, alcuni contadini intenti ad arare un campo il cosiddetto “Campo del Generale”, videro improvvisamente rotolare tra i solchi dell’aratro una testa femminile in bronzo dorato.

Trascorso un mese, il 14 marzo 1836, vennero recuperati altri due frammenti della medesima statua: il corpo privo del braccio e della gamba sinistra e un globo su cui posano entrambi i piedi. Ed è proprio la presenza dell’iscrizione sul globo a sostegno della figura femminile a connotare la giovane fanciulla, vestita di un leggero chitone coperto nella parte superiore da una pelle di pantera, come una Vittoria – personificazione nel mondo romano del trionfo militare – dedicata agli imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero (161-169 d.C.).

Nel 1841 la statua viene ceduta al regno di Prussia per essere esposta all’Antikenmuseum di Berlino, dove venne restaurata e ampiamente integrata nelle parti mancanti (braccio sinistro che regge un ramo di palma e piede e gamba sinistra).

Alla fine della seconda guerra mondiale, contestualmente all’ingresso dell’Armata Rossa a Berlino, la “Vittoria di Calvatone” scomparve e si persero le tracce dell’originale romano. La presenza di una terza copia della statua al Museo Puskin di Mosca, tuttora esposta, ha fatto discutere per anni gli studiosi sul fatto che potesse trattarsi dell’originale romano trafugato da Berlino, nonostante il museo abbia sempre dichiarato la statua una copia.

Nel 1986 prese avvio la fase più recente delle ricerche archeologiche nel sito dove sorgeva Bedriacum. Gli scavi delle Università di Milano e Pavia e della Soprintendenza Archeologia della Lombardia  hanno interessato, ampliando e approfondendo le precedenti indagini degli anni 1957-1961.

Sono così riprese le ricerche nell’area della “domus con cortile“, ovvero lo Scavo Sud, in quella della “strada porticata”, cioè il Saggio Nord e nell’area della Domus del Labirinto. Dal 2005, sotto la direzione di Maria Teresa Grassi, l’indagine è stata estesa anche a nuovi settori non interessati dagli scavi di Mirabella Roberti: sono stati indagati il Quartiere degli Artigiani e l’ampia fascia compresa tra l’area della Domus del Labirinto e il Quartiere degli Artigiani, dove nel 2008 è stata scoperta la Domus del Kantharos. Dal 2014 sono riprese le indagini in settori mai esplorati in precedenza.

Nel 2018, nell’ambito della nuova campagna di scavi, avvenne una scoperta clamorosa. Venne alla luce un ripostiglio in cui erano nascoste 140 monete databili all’età di Gallieno, imperatore tra il 253 e il 268 d.C. Il “tesoro” era nascosto sul fondo di un vaso in ceramica e mai più recuperato dal suo proprietario. Le monete erano “antoniniani”, introdotti dall’imperatore Caracalla, all’inizio del III sec. d.C.. Avevano il valore di un “doppio denario”, ufficialmente moneta d’argento, ma spesso soltanto rivestita del metallo prezioso.

Nelle scorse settimane a Calvatone è stato posto l’ultimo tassello di un sogno iniziato quarant’anni fa. Il sindaco Valeria Patelli ha tagliato il nastro della nuova sede del Visitors Centre, svelando la lapide intitolata alla professoressa Maria Teresa Grassi,cittadina onoraria di Calvatone e donna e archeologa straordinaria alla cui passione e perseveranza si deve la rinascita del sito archeologico.

La nuova sede comprende due sale principali. La prima è dedicata alla valorizzazione degli scavi archeologici di Bedriacum ed è arricchita da una nuova pannellistica, che propone un approfondimento sulle aree di scavo indagate dall’Università degli Studi di Milano dal 1988 al 2018. Esposti anche i reperti archeologici provenienti dal sito, tra cui trova posto l’ultima straordinaria scoperta effettuata presso l’abitato romano: si tratta del “ripostiglio monetale Calvatone 2018”.

La seconda sala è riservata alla comunicazione degli scavi archeologici di Bedriacum: qui saranno realizzate tutte quelle attività divulgative e didattiche che configurano il Visitors Centre come un centro culturale fortemente innovativo e all’avanguardia tecnologica, con la possibilità di accedere a contenuti multimediali e ricostruzioni tridimensionali.

Bibliografia e fotografie:

Progetto Calvatone – Unimi.it

Comune di Calvatone – Storia

Web