ECCO COME I SONCINESI SONO RIUSCITI A CONVINCERE CON I FATTI GIAPPONESI, RUSSI, FRANCESI E TEDESCHI CHE IL LORO BORGO È UNO DEI 300 PIÙ BELLI AL MONDO

1 Ottobre 2021 Di Renato Crotti

Non capita spesso che francesi, spagnoli, giapponesi, russi e tedeschi, canadesi e perfino svizzeri decretassero che uno dei trecento borghi più belli al mondo si trovi in Italia. Nella fattispecie in provincia di Cremona. Nel dettaglio, Soncino. Un evento. Da incorniciare.

Non solo orgoglio per il borgo a cavallo tra le due province, ma il doveroso e meritato riconoscimento alla bellezza architettonica del luogo, alla storia, ai monumenti, ma anche alla sapienza e capacità di amministratori che negli anni si sono succeduti alla guida ed hanno non solo conservato (e già non è poco), ma ripensato, rilanciato, ideato. Non si sono seduti all’ombra della rocca, ma sono saliti sulla torre, per guardare lontano. E ci sono riusciti.

Il risultato è stata la delibera della federazione internazionale de “Les Plus Beaux Villages de la Terre”, di cui fa parte anche l’associazione italiana de “I Borghi più belli d’Italia” che, oltre ad essere membro effettivo dell’organizzazione internazionale, è anche socio fondatore. 

Soncino già da anni figura tra i “Borghi più belli d’Italia”. In provincia di Cremona figurano anche Gradella di Pandino, Pomponesco e Castelponzone.

Les Plus Beaux Villages de la Terre è un’organizzazione privata internazionale che riunisce in sé alcune associazioni territoriali con la mission di promuovere i piccoli centri abitati di particolare interesse storico e paesaggistico.

Come sono riusciti i soncinesi a ottenere questo ambito riconoscimento?

Al di là della bellezza unica del borgo nel suo complesso, Soncino conserva peculiarità uniche e speciali. Scontato partire dalla Rocca Sforzesca, ultimata nel 1475 su progetto di Bartolomeo Gaudio, è alta 28 metri e larga 73, si articola in due strutture quadrilatere e in totali si ergono 4 torri. Visitabile, è ricca di storia, eventi e, si dice, pure fantasmi e una camera del tesoro ancora da scoprire. Sono al lavoro gli instancabili volontari di “Soncino sotterranea”, che da anni ormai rilevano e scoprono la rete sotterranea del borgo. Per ricostruire la storia, non già cercar tesori. Idem la Pro Loco, gli Amici del Borgo e altre non meno significative realtà di ammirabile volontariato.

La Cinta Muraria è ancora ben conservata e circonda il dosso su cui sorge il Centro Storico per circa due chilometri. Ѐ stata realizzata inizialmente dal Podestà Buoso Dovara e poi ampliata da Francesco Sforza nel 1463. Le mura vengono tuttavia chiamate “venete” poichè il loro rinnovamento fu iniziato dai Veneti pochi mesi prima dalla loro cacciata per mano dei Milanesi.

Sempre nel solco della storia, è stato recentemente aperto il Museo Civico Archeologico Aquaria. Un percorso dalla preistoria ai giorni nostri. Ospitato all’interno della splendida cornice architettonica della Rocca Sforzesca, il Museo, ripercorre, attraverso un percorso cronologico e tematico, le tappe del popolamento nel territorio dalla preistoria fino al XVII secolo inoltrato. Non dimentichiamo che ricade nel territorio di Soncino anche il parco naturale del Pianalto della Melotta, una “macchina del tempo” naturale che racchiude la storia dei periodi glaciali. (Vedi a fondo pagina il link dell’articolo sul Pianalto).

Nel 1483, solo 28 anni dopo l’invenzione di Gutenberg, a Soncino venne stampato il primo libro, un’edizione del Talmud Babilonese Messeket Barakot (trattato “Benedizioni”) e l’attività proseguì sino al 1490, anno in cui i da Spira (che hanno assunto il cognome “Soncino” dall’anno 1465), dovettero lasciare il borgo a causa dell’opposizione cattolica.

Tra i libri più importanti stampati dai Soncino, sono da ricordare la Bibbia completa del 1488, la Bibbia di Berlino e le Opere Volgari del Petrarca

Ѐ possibile ripercorrere queste vicende visitando il Museo della Stampa ed il Centro Studi Stampatori “Soncino”. Un’importante testimonianza dell’antica tradizione soncinese della stampa, importata dalla Germania da Israel Nathan da Spira. La Casa degli Stampatori è posta in un edificio in laterizio che è stato indicato tradizionalmente come sede della stamperia ebraica dei Soncino

Aggiungeteci lo splendido Museo della Seta. Nel 2002, il Comune di Soncino, con grande lungimiranza, rispetto per la storia e la tradizione locale, diede vita al progetto di recupero dell’ex Filanda Meroni per costruirvi il Museo della Seta. La tradizione non consiste nel conservare le ceneri, ma nel mantenere viva una fiamma. Oggi, quella fiammella sta prepotentemente acquistando sempre maggior vigore.

Pure gli amanti delle antiche chiese non rimarranno delusi. La chiesa di Santa Maria Assunta è indicata come la Pieve più antica della diocesi cremonese, fondata dai Goti nel V secolo. Oppure la chiesa di Santa Maria delle Grazie, collocata sull’antica strada Calciana che collegava Bergamo a Cremona, costruita nel 1501 ad opera dei frati carmelitani. Mentre sulla strada per Torre Pallavicina sorge l’oratorio di S. Maria Nascente o S. Maria della Neve, conosciuto come Madonna del Tinazzo, accanto a un meraviglioso parco.

Ben nota ai pellegrini che percorrevano il sentiero per Santiago de Compostela è la chiesa di S. Giacomo. Fu costruita nel XII secolo al posto di un ospizio altomedioevale che accoglieva appunto i pellegrini diretti alla tomba di S. Giacomo a Santiago de Compostela. Dietro la chiesa di S. Giacomo si trova il chiostro domenicano in cui è presente la Sala di Vita Medievale “Tracce dell’età di mezzo”, con accesso anche da piazza della Pieve.

Storia importante, rinnovata anche dalla vivace attività culturale con incontri letterari e mostre a ripetizione. Aggiungeteci la cucina tradizionale particolarmente rinomata (si celebra la festa della radice di Soncino), la cordialità della gente e non vi domanderete più perché Soncino sia oggi inserito nella lista dei trecento borghi più belli al mondo. Chapeau.