LA MARGARINA “GRADINA”, OLI E FORMAGGI PRODOTTI A CREMA IN UNA DELLE PIU IMPORTANTI AZIENDE ALIMENTARI DELL’EPOCA, DOVE SI FACEVANO “LE COSE PER BENE” E SI POTEVA “COMPRARE A SCATOLA CHIUSA”. ECCO LA STORIA DELLA ARRIGONI

4 Ottobre 2021 Di Renato Crotti

In un poster pubblicitario c’è una donna che avvicina il viso ad una padella per apprezzare il profumo della margarina fusa, dalla quale emana il vapore che raggiunge il panetto posto più in alto. In un altro si vedono due donne a braccetto con il cesto della spesa. La massaia a sinistra indica all’altra una confezione di margarina aperta ai lati, che forma la corolla di un fiore disegnato. Siamo a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Il prodotto reclamizzato era la margarina “Gradina”, prodotta a Crema negli stabilimenti già Arrigoni di viale Santa Maria e nota in tutta Italia.

La “Società cremeria cremasca” venne creata nel 1922 e il suo primo presidente fu Angelo Arrigoni. Il 12 giugno 1923 l’azienda assunse la nuova denominazione “Cremerie lombarde” e nel 1938, dopo una concentrazione aziendale con la “Società anonima Angelo Arrigoni” di Crema, modificò la ragione sociale in “Società anonima Angelo Arrigoni Caseifici e Cremerie”. La sede era lungo il viale di S. Maria attualmente opera (nel medesimo edificio) la Bakemark.

L’attività procedeva con buoni risultati, infatti nel 1930 dagli stabilimenti Arrigoni di viale Santa Maria producevano anche Emmenthal, formaggi a pasta molle tipo “Bel Paese”, Crescenza, formaggini e oli.

La società Cisa, (Cremasca Industria Saponi e Affini), nacque invece il 3 luglio 1938. Dalla successiva fusione della Cisa con l’Oleificio Arrigoni, specializzato nella spremitura dell’olio di cocco e la raffineria degli oli di semi,nacque l’Oleificio e saponificio Arrigoni.

Successivamente, sulla scena cremasca irruppe l’imprenditore genovese Gerolamo Gaslini. Nonostante le numerose e lunghe crisi economiche degli anni Trenta a livello italiano e internazionale, Gerolamo Gaslini riuscì a mantenere in vita la sua azienda alimentare, potenziandola tecnologicamente e avviando una politica di acquisizione di altre realtà italiane del settore, sia per diminuire la concorrenza che per la specializzazione nel campo.

Nonostante gli effetti delle crisi economiche che si succedettero in quegli anni, l’espansione della Gaslini proseguì, estendendosi anche al settore dell’olio di sansa. Dai circa 10 stabilimenti del 1931/32, l’impresa ne controllava direttamente 20 nel 1934 fino ad arrivare ai 28 del 1938. Il capitale sottoscritto da Gaslini toccava nel 1935/36 i 100 milioni.

Parallelamente, Gaslini avviò una politica di acquisizione di partecipazioni azionarie nel settore della trasformazione agricola, in quello della pesca ed anche nel settore bancario. Acquisì altresì il controllo di alcune delle più importanti imprese clienti della Gaslini, come il Biscottificio Wamar, l’Oleificio e Saponificio Arrigoni, la Prima Spremitura Triestina, di alcune importanti realtà agricole ed industriali come la Fondi Rustici, la Genepesca ed infine della banca privata milanese Belinzaghi.

I rilevanti utili permessi dalla posizione dominante nel mercato degli oli di semi, maggiori delle cifre iscritte a bilancio, furono investiti per acquisire il controllo di imprese alimentari e chimiche, costituendo un grande gruppo industriale e finanziario. Non si deve dimenticare che questo processo di concentrazione fu favorito dalla politica autarchica e protezionistica del Regime fascista che impediva, di fatto, il confronto con le grandi imprese estere.

È così che Gaslini arrivò ad avere nel 1941 una rete di società di sua proprietà o controllate sparse in tutta Italia, da nord al centro, al sud e persino nelle isole. Nel 1949 costituì la Fondazione Gerolamo Gaslini che dotò di tutto il suo patrimonio finanziario ed aziendale, così da garantire la copertura futura. Tra le opere filantropiche maggiormente note dell’imprenditore genovese figura l’ospedale Gaslini.

Con l’esplosione della Seconda Guerra Mondiale, lo stabilimento di Crema pagò a caro prezzo la vicinanza a tre realtà militarmente strategiche: la Ferriera, la Ferrovia ed il ponte sul fiume Serio. I bombardamenti non risparmiarono ampia parte dell’azienda (vedi a fondo pagina il link all’articolo su Crema sotto le bombe).

Nel 1954 la Van Den Bergh, del gruppo Unilever, acquistò la Gaslini-Arrigoni di Crema e nel 1955 ricostruì lo stabilimento. La produzione di punta cremasca diverrà nei primi anni Cinquanta la margarina “Gradina”, confezionata con olio di cocco, di semi di sesamo, di mais e di balena. Gli oli, raffinati e impastati per produrre i panetti. venivano poi impacchettati e imballati per la spedizione in Italia e in Europa. Era spesso utilizzata al posto del più costoso burro, a cui le famiglie popolari non potevano accedere. La “Gradina” fu la prima margarina da tavola italiana

L’integrazione tra la Arrigoni e le aziende del Gruppo Gaslini permise un notevole ampliamento della gamma di prodotti “marchiati” Arrigoni, (pelati, tonno, conserve, ecc.) anche se talvolta la produzione di alcuni alimenti reclamizzati non avveniva negli stabilimenti di Crema e la maggioranza delle quote aziendali non era già più della famiglia Arrigoni. Sono di questo periodo, negli anni Sessanta, le campagne pubblicitarie tramite poster, pubblicità sui giornali e spot televisivi (Carosello) che sono oggi considerate parte della storia italiana della grafica pubblicitaria con slogan rimasti impressi nella mente di molti. (Vedi a fondi pagina il link agli spot tv).

Nel 1962 l’azienda si ampliò, con la costruzione di un nuovo complesso all’angolo tra via Gaeta e viale di Santa Maria dedicato alla produzione di maionese e formaggini.

Lo stabilimento Van den Berg esiste tuttora, ceduto nel 2000 alla multinazionale

Bakemark”, sul Viale di Santa Maria della croce, mentre sono in disuso i fabbricati

industriali sulla via Gaeta. La Arrigoni resta comunque un’azienda che è stata per un certo periodo leader nel mercato alimentare italiano.

Articolo Crema sotto le bombe della Seconda Guerra Mondiale al link:

Link degli spot Tv Arrigoni:

https://www.youtube.com/watch?v=vorZe5xK2Vw