LO STEMMA DELLA CITTÀ DI CREMA, DAL MARCHESE DEL MONFERRATO AL RE DI GERUSALEMME, DA BARBAROSSA A GUGLIELMO V, FINO AL VIDEOGIOCO ASSASSIN’S CREED

11 Ottobre 2021 Di Renato Crotti

Lo stemma di Crema ha origini forse non adeguatamente note. Il simbolo della nostra città, infatti, è legato a Guglielmo V, Marchese del Monferrato, a Federico I Barbarossa, al Re di Gerusalemme e, negli anni recenti, perfino al videogioco Assassin’s Creed. Ma andiamo per ordine.

Guglielmo V degli Aleramici, talvolta anche indicato come Guglielmo III o Guglielmo il Vecchio (1100 circa – 1191) fu marchese del Monferrato dal 1137 alla morte. Guglielmo sposò Giuditta di Babenberg, figlia di Agnese di Waiblingen, figlia dell’imperatore Enrico IV di Franconia e di Berta di Savoia.

I suoi rapporti con l’imperatore Federico I furono tumultuosi e segnati da alti e bassi. Prima combattè al fianco di Barbarossa, poi decise di cambiare fronte. I rapporti tra Gugliemo V e l’imperatore si fecero tesi. La fiducia tra i due si ruppe.  Gli screzi con Federico risultarono compromessi dalle azioni del figlio Corrado, che arrivò ad imprigionare il cancelliere imperiale Cristiano di Magonza.

L’imperatore gli perdonò il gesto quando i Monferrato sembrarono passare nuovamente dalla sua parte, ma ormai la fiducia nutrita verso la famgla dall’imperatore risultava compromessa. Nessuno, infatti, citò Guglielmo nella Pace di Costanza (25 luglio 1183), che segnava la rinuncia al piano di dominio assoluto di Federico Barbarossa sui Comuni, che avrebbero mantenuto la loro larga autonomia.

A questo punto della storia gli eventi che riguardano la città di Crema si intrecciano con Guglielmo V. Nel 1185 il Barbarossa, nella sua sesta e ultima discesa in Italia, revocò l’Editto di Lodi del 1162 con cui aveva vietato la ricostruzione della città e delle sue fortificazioni. Crema era tra queste (vedi a fondo pagina il link sull’assedio e distruzione di Crema).

Lo stesso imperatore, il 7 maggio 1185, presenziò alla solenne cerimonia con cui si diede avvio alla ricostruzione della città di Crema, che nella sua precedente campagna militare aveva raso al suolo e disegnò un nuovo e più ampio tracciato delle mura, che ora venivano a comprendere i borghi di San Benedetto, San Pietro e San Sepolcro (oggi Santissima Trinità).

Il genero dell’imperatore, Guglielmo V marchese del Monferrato, donò alla ripristinata comunità cremasca le proprie insegne che sarebbero poi diventate – e lo sono ancora – lo stemma di Crema: “scudo d’argento, al capo abbassato di rosso, sormontato da una corona marchionale cimata da elmo con un destrocherio armato posto fra due corna di cervo e impugnante una spada d’argento con elsa d’oro che taglia il nodo ultimo del corno sinistro. Lo scudo è circondato da due rami di quercia e di alloro annodati da nastro dai colori dello stesso scudo.”

La nuova cinta muraria, una volta completata (1199), risultò munita di ventuno torricelle e quattro torri, una per ciascuno dei quattro ingressi di Porta Ombriano, Porta Pianengo, Porta Serio e Porta Ripalta, cui si aggiunse la pusterla (la piccola apertura praticata nelle mura per il passaggio di una sola persona) di Ponfure (attuale via Ponte Furio).

Successivamente, Guglielmo V, Cavaliere Templare, venuto a conoscenza della nascita del nipote Baldovino nato dalla unione tra Guglielmo Lungaspada e la regina Sibilla di Gerusalemme, decise un secondo ritorno in Terrasanta con la speranza di poter conoscere il nipote che era stato incoronato nel 1183 re di Gerusalemme con il nome di Baldovino V.

Le vicende connesse allo stemma di Crema sorprendono ancora. Con una salto nei secoli arriviamo ai giorni nostri. Sino ai videogiochi. Uno in particolare. Famosissimo tra i giovani: Assassin’s Creed. Nel videogame c’è il personaggio di Guglielmo V, come detto cavaliere dell’Ordine Templare, che affronta la battaglia virtuale contro i Saraceni.

Barbarossa e Guglielmo V, Monferrato e Gerusalemme, Assassin’s Creed e le Crociate. Se vi pare poco per lo stemma di una città. 

Articolo su Crema rasa al suolo da Barbarossa al link:

LA DISTRUZIONE DI CREMA COMMISSIONATA DAI CREMONESI PER 14MILA MONETE D’ARGENTO. IL CASTELLO CITTADINO ASSEDIATO DA SOLDATI, TORRI MOBILI E MANGANI. I CONCITTADINI APPESI AI CARRI. IL TRADIMENTO, LA RESA, LA CITTÁ RASA AL SUOLO