I COGNOMI CREMASCHI: ECCO LE ORIGINI, IL SIGNIFICATO, LA PROVENIENZA GRAZIE ALLO STUDIO “ATLAS CREMENSIS FAMILIARUM” CON I DATI DEI REGISTRI COMUNALI E PARROCCHIALI

18 Ottobre 2021 Di Renato Crotti

DI PIERLUIGI CANTONI

(prima parte)

“Lo studio comparato sulle origini dei cognomi cremaschi, avviato da un lustro con la pubblicazione del Registro dei battesimi, dei matrimoni e dei decessi avvenuti nel Comune di Pianengo dal 1578, e proseguita con lo studio del registro parrocchiale degli stati d’anime di Monte Cremasco dal 1650 e di Offanengo dal 1592, continuata nel 2009 con la pubblicazione dello studio sui Registri degli Stati d’Anime delle Parrocchie di San Martino a Capergnanica di Sotto e di Sopra con Bolzone e di San Girolamo a Passarera Longa dal 1592, giunge oggi ad un necessario puntodi riflessione per la comparazione dei risultati ottenuti, anche in considerazionedegli elementi dello stesso periodo storico, recuperati dal fondo membranaceo ecartaceo dell’archivio gentilizio dei conti Benvenuti di Ombriano di Crema” .

Così scriveva nel 2009 Marco Giovanni Migliorini nel suo studio Atlas Cremensis Familiarumpubblicato anche da Insula Fulcheria, da cui sono tratti dati e sintesi dei testi.

La banca dati costituitasi con l’informatizzazione dei dati, raccoglie ad oggi oltre ai cognomi ed ai nomi, elementi personali di oltre 5.000 individui.

Attenzione: al di là della seconda parte dell’articolo, alcuni cognomi potranno non comparire negli articoli. Il motivo è riconducibile a due fattori. Il primo: non tutti i Comuni e Parrocchie hanno registri su nascite, matrimoni e “Stato delle anime”. Il secondo è che lo studio riferito all’atlante è “in progress” e, quindi, sarà nel tempo aggiornato.

I dati raccolti ed analizzati confermano le indagini storico demografiche sulle migrazioni nel cremasco ed indicano chiaramente prevalente la provenienza dei migranti dalla provincia bergamasca.

In sintesi, sono proposti i dati delle prime due pubblicazioni, riferite alle Comunità di Pianengo, Santa Maria della Croce, Capergnanica, Bolzone e Passarera; inoltre, sono riportati per la prima volta gli elementi studiati a Monte Cremasco e ad Offanengo.

Il registro dello Stato d’anime conservato nella parrocchia di S. Maria in Silvis a Pianengo ha contribuito, con la sollecitazione fornita dalla rilevante quantità di informazioni contenute, ad avviare l’iniziativa per la compilazione di un Atlante delle Famiglie Cremasche. Dall’analisi dei dati confrontati con quelli dei registri di nascita, matrimonio e

morte, si evidenzia un ambito relazionale assai ristretto per il cremasco, già emerso in altre ricerche analoghe a testimonianza della chiusura di questo territorio ai rapporti con i paesi confinanti, Campagnola, Izano, Offanengo, Madignano, Pieranica, Scannabue, Casale, Trescore, Crema, Trezzolasco, Vairano, Sergnano.

Rafforza la tesi esposta, l’elenco alfabetico dei cognomi delle famiglie maggiormente ricorrenti non riscontrati in altre aree territoriali, relativamente al periodo di riferimento della presente ricerca:

Agosti (De Avosti di derivazione onomastica da un antico capostipite di nome Agostino), Albini (chiara la derivazione toponomastica dalla località bergamasca), Angeli, Assandri (de alexandri altro onomastico da Alessandro), Barbaglio, Bassi (derivato dalla caratteristica fisica della scarsa altezza), Bellanda (Belanda), Bellandi, Benelli (derivazione onomastica antica da Benello), Bettinelli (da Bettino), Bianchessi, Bonizzi, Bonizzoni, Cavalletti (Cavalletto da Bolzo), Cremonesi (determinativo etnico in quanto proveniente da Cremona, storicamente città rivale).

Dolci, Doldi, Dolera, Ferla (ferla ditto folzinetto), Ferrari (indicativo della professione del ferrario ossia fabbro ferraio), Fiorentini (determinativo etnico indicante la provenienza dalla provincia toscana), Fusari (fabbricatori di fusi e fuselli), Ghisetti, Gusmaroli, Ingiari (Engiari, da cui Lingiari e Lingiardi), Lodigiani (capostipite proveniente dalla limitrofa provincia di Lodi).

Lucini, Maccalli, Macchi (Maccho, Macco), Maffina, Mamoli, Miglio (de Mei), Miragoli, Nichetti, Pandini (la provenienza da Pandino era significativa in quanto il borgo appartenne al Ducato di Milano), Parati, Pavesi (proveniente dalla provincia di Pavia), Piacentini (proveniente dalla provincia di Piacenza), Riboli, Ruggeri (onomastico da Ruggero), Scarpini, Severgnini, Tamburini, Valdameri, Zanfagni, Zucchi.

Si è riscontrato in un solo caso l’uso del cognome Schiavetta, dove si evidenzia la possibilità di un legame con la famiglia engiara, (Ingiari o Engiari), l’unico che per assonanza possa essere avvicinato alla forma attuale in Schiavini, famiglia molto presente nella vita pianenghese in epoche successive.

A Capergnanica l’indagine ha riguardato lo studio del Libro quarto dello Stato d’Anime, ossia il registro di popolazione risalente al 1595. In circa 50 pagine, sono dettagliatamente descritte le 105 famiglie residenti stabilmente in Capergnanica di Sopra e di Sotto, costituite da 531 persone, oltre alle 52 famiglie residenti in Bolzone, formate da 286 persone, sottoposte alla cura d’anime della parrocchia di San Martino.

Riassumendo gli elementi raccolti, il cognome maggiormente rappresentato risulta essere quello della famiglia Severgnini con 48 persone elencate, seguito dai Macchi con 39, dai Boschiroli con 29, dai Pandini con 20, dai Denti con 15, dai Toselli con 12, dai Vailati, i Patrini, i Guzzi, i Brina con 11 e con 10 i Testa.

Nella seconda parte del registro sono riportati separatamente i dati per la Comunità di Bolzone, composta da 52 famiglie, costituite da 286 persone. Il cognome più presente è quello della famiglia Bassini presente 24 volte, i Fusari sono 23, gli Zanaboni.

Dal riscontro delle frequenze onomastiche è facilmente spiegabile l’origine di diversi cognomi. Ad esempio, i Fusari (cognome che indica l’antica origine professionale dei fabbricatori di fusi e fuselli per la filatura dei tessuti), provenienti dal lodigiano formarono un nucleo talmente consistente di persone all’interno della Comunità di Bolzone, da rendere necessaria una diversificazione dei ceppi familiari.

Il cognome Poli, isolato ha nel cremasco un’origine propria onomastica, dal nome antico Pol, forma aferetica o meglio dialettale di Paolo. Zanaboni, cognome formatosi per agglutinazione dell’onomastico Giovanni – Gianni – Zanni (in Veneto) e bono in senso di buono, quindi Giovanni il buono nel dialetto cremasco Zani bù – bono da cui Zaniboni e Zanaboni.

Bressanelli come per Bressani e Bresciani o Brescianini sono classificabili quali determinativi etnici ossia di origine toponomastica, quindi indicano la provenienza del soggetto da un determinato luogo ed in casi particolari, nei registri è possibile trovare il cognome originario del capostipite, frequentemente abbandonato nelle trascrizioni dei singoli soggetti per comodità.

Lo stesso dicasi per Cremonesi, Bergamaschi, Lodigiani, Pavesi con Paesetti Piacentini, Dossena, Cazzaniga e Gazzaniga, Oneta (frazione di San Giovanni Bianco in provincia di Bergamo) con Oneda (modificazione intervocalica dialettale che trasforma la lettera t in d), Doneda e Donida, i Bressanelli, i Fusarpoli ed i Girola sono presenti 14 volte, i Poli 11.  Valdemagni nei registri è riportato con diverse varianti: Valdimagno – Val di Magni – Valdimari, questi cognomi rimandano alla provenienza del capostipite dalla Valle Imagna in provincia di Bergamo e come per Oneta le varianti della cognomizzazione sono in relazione alle casistiche attraverso le quali fu trascritto o riferito.

Per l’interpretazione del cognome Vailati, la provenienza dal vicino comune di Vailate, potrebbe essere una plausibile chiave di lettura per una prima interpretazione, valida anche per Bolzoni (Bolzone), ma saranno necessari ulteriori approfondimenti per l’esatta definizione dell’origine. Tessadori deriva invece dalla forma dialettale della professione di tessitore, nel dialetto cremasco tesadur con numerose varianti.

Malgari – Malghirol, questi cognomi rimandano all’attività alpestre della transumanza, svolta appunto dai malgari o malghesi ma anche bergamini, provenienti principalmente dalle Orobie bergamasche, le varianti che ne derivano sono molteplici.

Bertolotti – Bortolotti derivano invece dalla trasformazione dell’onomastico Bertol, assimilabile al nome Bortolo, all’epoca particolarmente diffuso nel cremasco.

Il registro parrocchiale con i dati delle nascite, risalente al 1581, è il più antico fra quelli conservati nell’archivio della Chiesa parrocchiale di San Girolamo a Passarera Longa, mentre il primo Status animarum, risale al 1595.   

Il cognome prevalente è quello della famiglia Sgaria, con 30 persone censite, seguono i Toselli ed i Comazzo con 21 rappresentanti, troviamo con 15 esponenti i Pezzoli, con 14 i Della Chiesa, cognome che identifica un esposto quale capo stipite del nucleo familiare.

Con 13 componenti seguono i Lavezzari, con 11 i Marchesi, con 10 gli Stroppa ed i Bressani, in questo caso la provenienza dall’area bresciana è rimasta nel cognome decretando la scomparsa di quello originario. Bressani è rappresentato nelle varianti Barsanello, Bressanello, Bersano, Bersa che indicano una forte presenza di popolazioni bresciane migrate nel territorio. Sono altresì presenti i cognomi: Cremonesi (Cremonis), D’Asti (Dasto), Valdemagni (Valdemagno).

Una particolare citazione merita la famiglia Cazzulli o Cazzuli, cognome che trae origine dall’utensile cassùl: mestolo da minestra.

 (fine prima parte)