I CREMASCHI CELEBRI CHE RIPOSANO NEL “TEMPIO DELLA FAMA” DEL CIMITERO MAGGIORE. SONO MEDICI E SCRITTORI, MUSICISTI E POLITICI FINO AD UNA DONNA “MODELLO DI SANTITÁ”. ALCUNI DIMENTICATI. ALTRI SCONOSCIUTI

20 Ottobre 2021 Di Renato Crotti

Al cimitero Maggiore di Crema, al monoblocco sotterraneo n. 25 è collocato il “Famedio” che ospita le spoglie dei cremaschi illustri. Taluni nomi sono certamente noti e conosciuti per i loro meriti acquisiti in vari campi del loro operare. Per altri è assai faticoso risalire alle motivazioni che hanno portato a collocare le loro spoglie mortali in questo “tempio”.

Il termine Famedio coniato nel 1869 dal latino fama, “fama”, e aedes, “tempio” (sul modello di cavaedium, “cavedio”), letteralmente significa, infatti, “tempio della fama“.

Il famedio è (o dovrebbe essere) una parte fondamentale dei nuovi cimiteri sorti in seguito agli editti napoleonici, con i quali si faceva divieto di seppellire i defunti entro la cinta muraria della città. Quindi, la maggior parte dei Cimiteri monumentali è dotato di Famedio.

Il camposanto di Crema non è un vero e proprio cimitero monumentale, anche se al suo interno non mancano sepolture private imponenti sotto forma di templi, cappelle o similari.

Con la costruzione del Famedio ogni grande città non solo poteva dedicare uno spazio speciale a quei cittadini eccellenti che con la loro vita avevano dato fama alla città. Il Famedio era anche pensato come luogo in cui si ricordano i valori morali e civili che stanno a fondamento della vita della comunità.

Tra i famedi italiani più celebri quello del Cimitero Monumentale di Milano, Bergamo, Padova, Torino, Certosa di Ferrara e Messina

A Crema, la collocazione del Famedio, decisa molti anni fa, può apparire infelice, essendo posto in un sotterraneo nella parte centrale del cimitero. La scelta non volle certo essere un gesto irrispettoso nei confronti delle personalità qui sepolte. Probabilmente l’Amministrazione Comunale dell’epoca non volle effettuare un ingente investimento economico per erigere una Famedio monumentale, occupando peraltro una vasta area del cimitero. La scelta di creare un Famedio è, di per sé, un gesto di sensibilità e attenzione.

Purtroppo, sono invece assai scarne le notizie a disposizione del Comune sulle personalità sepolte nel Famedio. Scorrendo l’elenco gentilmente messo a disposizione dall’Ufficio Cimiteri del Comune di Crema è possibile conoscere i nominativi, le date di nascita e di morte ed una assai stringata motivazione per la   loro collocazione al Famedio.

Ciò non esclude che questi personaggi fossero noti anche per altre attività che magari non sono menzionate nell’atto di collocazione presso il “tempio della fama” del cimitero Maggiore di Crema.

FEDERICO PESADORI, notaio e poeta dialettale (03/05/1849- 08/04/1923).  L’opera poetica di Pesadori, interamente composta in dialetto cremasco, fu pubblicata a cura dell’autore stesso nel 1897, col titolo L’eco della patria lontana.

Dopo la sua morte, venne ripubblicata negli anni 1930 e 1954 e ristampata integralmente nel 1974 a cura del Centro Culturale Sant’Agostino e del Comitato Manifestazioni Cremasche. Lo studio complessivo più completo della sua produzione, a confronto con altri poeti dialettali e non, si deve al prof. Vittorio Dornetti. Bellissima e insuperabile la poesia A Crèma, dedicata alla città natale. La città gli ha intitolato una via e posto una targa sulla facciata della sua abitazione.

PASQUALE BELLETTA, (10/02/1869-03/09/1941). Donò il suo patrimonio all’Opera Pia Misericordia. L’Istituto dei Fanciulli Ricoverati di San Domenico fu creato dal Municipio di Crema nell’anno 1856 ed eretto in Ente morale con R:D. 6 dicembre 1865. Tra coloro che concorsero ad aumentare notevolmente il patrimonio ci fu anche Pasquale Belletta. Il suo nome figura nell’elenco dei benefattori dell’Opera Pia Marina Cremasca di Finale Ligure ed in una donazione a favore delle opere pie Zitelle e Ritirate.

GIUSEPPE SPAGNOLI, (5/10/1860-25/01/1929). Di lui si sa che fu medico chirurgo e che per scelta testamentaria lasciò la sua intera eredità agli Istituti di ricovero (Ora Fondazione Benefattori Cremaschi). Questo si apprende dall’Archivio degli Istituti in cui compare, tra gli atti amministrativi dell’Ente: “Atto di pubblicazione del testamento, inventario dei beni, avvisi d’asta per la vendita di oggetti preziosi di compendio dell’eredità, comunicazioni in merito all’accettazione dell’eredità”.

PIETRO MARINI, (05/06/1803- 05/02/1879). Benefattore. Dal 1892 la Congregazione di carità di Crema amministrò il Ricovero di mendicità, attivo dal 1890 con lo scopo di offrire ricovero a mendicanti non adatti al lavoro di entrambi i sessi e istituito grazie alla ingente eredità lasciata da Pietro Marini. Il Ricovero cessò di esistere con questa forma e denominazione e nacque l’Opera pia Marini-Carioni-Vimercati, istituita nel 1887.

CONTE LODOVICO BENVENUTI, (10/04/1899-27/05/1966). Giurista, patriota, deputato al Parlamento, sottosegretario di Stato, segretario generale del Consiglio Europeo. Sulla sua figura è possibile consultare l’articolo già pubblicato su www.renatocrotti.it al link: https://www.renatocrotti.it/2021/06/22/lodovico-benvenuti-il-cremasco-tra-i-padri-delleuropa-membro-dellassemblea-costituente-e-primo-presidente-del-consiglio-europeo/

STEFANO PAVESI, (22/01/1779-23/07/1850). Musicista nativo di Casaletto Vaprio. Venne considerato nel 1809, da una prestigiosa rivista musicale francese, fra i cinque migliori compositori attivi in Italia. Compose circa 70 opere serie o buffe rappresentate in varie città italiane, spesso riscuotendo notevole successo. Nel 1818 il Pavesi fu nominato maestro di Cappella del Duomo di Crema e, tra il 1826 e il 1830, diresse il Teatro di Corte di Vienna per sei mesi l’anno.

GIUSEPPE BENZI, (19/06/1820- 25/02/1857). Musicista. dopo aver completato gli studi musicali a Napoli sotto la guida di Mercadante, divenne a sua volta maestro di Cappella a Crema succedendo a Stefano Pavesi. Morì a soli trentasette anni lasciando partiture di musica sacra e di sinfonie molto apprezzate per la ricchezza dell’orchestrazione. A lui è dedicato anche un busto posto sotto i portici di piazza del Duomo a Crema.

FRANCESCO SFORZA BENVENUTI, (03/11/1822- 23/04/1857). Scrittore e storico, ricordato dalla storia, tra le altre attività, per aver scritto il volume sulla storia di Crema. Componente della nobile famiglia Benvenuti è parente di Lodovico Benvenuti, anch’esso tumulato nel Famedio.      

MARIA AVANZATI, (21/01/1754-14/06/1810). Su di lei appare unicamente la dicitura “modello di santità”. Non è noto se fosse una laica o una suora. O se tale appellativo le sia stato riconosciuto per le sue doti mistiche o per il suo agire. Non compaiono su di lei tracce sul web e non è nota tra i sacerdoti cremaschi, probabilmente perché la sua scomparsa risale a oltre due secoli fa. Mistero.

FILIPPO ZAMBELLINI, (27/09/1867-29/07/1948). Medico e Primario Ospedale Crema fino al 1939.  Nel 1938 fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia. Prestò servizio da volontario presso la Pia Casa dei Poveri e il Ricovero di Mendicità di Crema. Visse nel palazzo di via Matteotti (poi sede del Credito Commerciale). Al dottor Zambellini è stata intitolata una via nel quartiere di Castelnuovo.  

LUIGI GRIFFINI, (22/12/1820-10/03/1899). Fu agronomo insigne e senatore del Regno d’Italia nella XIV legislatura. Numerosi i suoi interventi a favore dell’agricoltura lombarda. Ѐ considerato un modernizzatore dell’agricoltura italiana.

CARLO DONATI DE CONTI, (22/03/1804-08/06/1875). Ingegnere, esperto di idraulica e di cartografia, risistemò la mappa delle rogge del cremasco. Promosse la nascita del Consorzio agrario e fu primo presidente della Banca Popolare Agricola di mutuo credito. Un busto che lo ritrae è posto sotto portici di palazzo comunale.

LUIGI SOLDATI, (13/12/1888- 25/02/1944). Maestro e poeta. Dopo i primi anni passati a Pescosansonesco (sua città natale) seguendo i suoi genitori visse la fanciullezza nelle Puglie. Poi raggiunse Crema dove visse fino alla fine dei suoi giorni. Fu maestro elementare, ma soprattutto apprezzato poeta e scrittore, autore di sei volumi di versi e due lavori per il teatro. A Crema è stata intitolata al suo nome un via cittadina.

PIETRO DONATI, avvocato. Promosse l’istituzione di scuole (tra queste il civico asoli Principe Umberto di via Bottesini) e della biblioteca civica. Dal 1869 fu deputato al Parlamento.

MARTIGNONI DANIELE (01/01/1846-28/01/1910). Le informazioni disponibili si limitano ad indicare il titolo di “dottore”.

In anni relativamente recenti sono poi scomparsi e tumulati nel Famedio, Luigi Bonizzoni (20/02/1887-21/11/1965) e Bianca Bonizzoni (1892-25/10/1964). Di questi due personaggi non sono indicate le motivazioni che hanno portato alla loro collocazione in questa area celebrativa del cimitero di Crema.

Alla luce di quanto emerge potrebbe essere utile, per certi versi anche doveroso, approfondire il vissuto di questi personaggi, stante la carenza (in alcuni casi, addirittura l’assenza) di note biografiche e sulla motivazione per cui riposano nel Famedio.